<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="/rss20.xsl" media="screen"?>
<rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
<atom:link href="http://alleanza-italiana.myblog.it/index.rss" rel="self" type="application/rss+xml" />
<title>Alleanza-Italiana</title>
<description>Democrazia e Libertà</description>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/</link>
<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 05:08:37 +0100</lastBuildDate>
<generator>myblog.it</generator>
<copyright>All Rights Reserved</copyright>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2011/10/25/da-oggi-ci-trasferiamo-su-xkom55.html</guid>
<title>DA OGGI CI TRASFERIAMO SU XKOM55</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2011/10/25/da-oggi-ci-trasferiamo-su-xkom55.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 12:39:00 +0200</pubDate>
<description>
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;Da oggi si interrompono i nostri articoli su questo blog; potete continuare a leggere le nostre &quot;controinformazioni&quot; sul blog scritto&amp;nbsp;a più mani &lt;span style=&quot;font-size: xx-large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://xkom55.org/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;http://xkom55.org/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-large;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2010/10/05/psicopatologia-dell-antiberlusconismo.html</guid>
<title>Psicopatologia dell'antiberlusconismo</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2010/10/05/psicopatologia-dell-antiberlusconismo.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 01:55:00 +0200</pubDate>
<description>
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: Tahoma;&quot;&gt;Quando dalla melma dei commenti in rete cominciano ad affiorare le voci di persone “normali”, che tuttavia a causa dell'odio sembrano avere perso completamente il rapporto con la realtà, allora è il caso di cominciare a preoccuparsi.&lt;br /&gt; E' quello che si è verificato in questi giorni, dopo il fallito attentato a Maurizio Belpietro, e che del resto stava accadendo di continuo da molto tempo, anche se la mancanza di episodi eclatanti di violenza politica portava i più a non accorgersene.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Si dice che gli anni di piombo non potranno mai tornare, perché l'ideologia che teneva uniti i terroristi degli anni '70 non gode più di alcun credito, e nessuno ritiene più possibile l'avvento della rivoluzione. Come se la “caduta del tiranno” non potesse essere un collante ideologico sufficiente, e l'odio viscerale verso Berlusconi, visto come personificazione del male e polo di attrazione di tutto ciò che di ignobile vi è nella società, non potesse essere considerato come un'ideologia a se stante.&lt;br /&gt; Proprio per questo, forse è il caso di abbandonare le spiegazioni semplicistiche e interessate, e cominciare a studiare il fenomeno dell'antiberlusconismo dal punto di vista della psicologia sociale, e cioè di quella scienza che studia i meccanismi mentali secondo i quali l'individuo interagisce con la società.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Come è noto agli studiosi, la psicologia procede perlopiù per via di euristiche, cioè di regole generali semplificative, che consentono di spiegare in modo coerente, e facilmente comprensibile, il modo con cui gli individui determinano il loro pensiero, e di conseguenza si rapportano tra di loro. In tale senso, è fondamentale la cosiddetta &lt;i&gt;euristica dell'ancoraggio&lt;/i&gt;, secondo cui gli individui tendono a interpretare la realtà sulla base di paragoni con i punti fermi ai quali si ispirano, spesso ignorando i fattori di dissonanza che – secondo logica – dovrebbero invece fare pensare a spiegazioni diverse.&lt;br /&gt; Nel contempo, e si tratta di un criterio di interpretazione decisivo anche per la psicologia della comunicazione, esiste anche la cosiddetta &lt;i&gt;euristica della disponibilità&lt;/i&gt;, secondo la quale il pubblico tende a credere a ciò che lo asseconda sul piano emotivo, piuttosto che a ciò che appare più probabile nei fatti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Su queste basi Leon Festinger, uno dei padri della psicologia sociale, nel 1957 ha elaborato la teoria della &lt;i&gt;dissonanza cognitiva&lt;/i&gt;, secondo la quale gli uomini hanno l'esigenza strutturale di darsi una spiegazione del mondo il più possibile coerente con quello che già pensano, così come con quello che vogliono credere per ragioni emotive. Per questo motivo, essi tendono a accogliere in via preferenziale le spiegazioni più consonanti con le proprie idee di fondo e con le emozioni preesistenti, e tendono a minimizzare, se non proprio a ignorare, le informazioni che le contraddicono.&lt;br /&gt; Secondo Festinger, quando i dati della realtà contraddicono in modo radicale la coerenza di idee e emozioni di determinati individui e gruppi sociali, si produce appunto una &lt;i&gt;dissonanza&lt;/i&gt;, che può anche portare a veri e propri disturbi cognitivi, per cui i soggetti arrivano sinceramente a credere a fatti inesistenti o a spiegazioni assurde, pur di ristabilire la consonanza con le proprie idee di fondo, e evitare le emozioni sgradite.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; L'antiberlusconismo, che oggi occupa tanta parte del dibattito politico italiano, sembra basarsi in buona parte su questi fenomeni di psicologia sociale. I mezzi di comunicazione hanno svolto e tuttora esercitano un ruolo decisivo nel determinarli, tanto che si è giustamente detto che in Italia ormai non sono più i partiti politici a orientare le opinioni dei giornali, bensì il contrario.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La teoria di fondo dell'antiberlusconismo poggia dunque su una narrazione mediatica piuttosto elementare: la politica italiana da più di quindici anni si troverebbe in una situazione di emergenza morale e di progressivo degrado, a causa dell'eccezionalità della “discesa in campo” di un imprenditore geniale e scaltro, il quale tuttavia sarebbe mosso esclusivamente da interessi egoistici, e da scopi sostanzialmente immorali e/o illegali.&lt;br /&gt; In quest'ottica, Berlusconi sarebbe riuscito a coagulare attorno alla propria azione politica sia una &lt;i&gt;élite&lt;/i&gt; dominante che sostanzialmente condivide i suoi obiettivi, sia un vasto elettorato che si è lasciato sedurre da tanta spregiudicatezza. Se la maggoranza degli elettori ha finora concesso più volte a Berlusconi di salire al governo, ciò non sarebbe avvenuto in quanto ne condividessero le idee e le proposte politiche, come in ogni normale sistema democratico.&lt;br /&gt; Al contrario, il potere del satrapo di Arcore si baserebbe su un analogo &lt;i&gt;deficit&lt;/i&gt; di moralità e di senso della giustizia sociale, caratteristico dei cittadini che gli danno fiducia, e nel contempo (ma questa è una spiegazione ormai recessiva, visto il suo scarso &lt;i&gt;appeal&lt;/i&gt; elettorale) sulle scarse capacità intellettive di questi ultimi, che li avrebbe portati a lasciarsi sedurre dalle promesse dei mezzi di comunicazione abilmente gestiti dal “tiranno”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; In virtù di questa narrazione di fondo, la classica demarcazione amico/nemico, sulla base della quale nasce il confronto politico – come insegnava Carl Schmitt – in Italia ha assunto forti connotati etici.&lt;br /&gt; Oggi, nel nostro Paese, l'odio ideologico non è più basato su una teoria generale relativa alla società e ai suoi bisogni (la rivoluzione imminente, la giustizia sociale, il sistema economico da riformare, ecc.). Piuttosto, siamo in presenza di una teoria di tipo etico, riguardante un solo individuo e i suoi sodali. Nell'ottica dell'antiberlusconismo, la società dovrebbe essere urgentemente liberata da una situazione di oppressione che è morale ancor prima che politica, e questa sarebbe la precondizione assoluta affinché tornino a affermarsi forme di convivenza civile moralmente accettabili.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; A ben vedere, una situazione del genere si è già verificata più volte nella storia, a fronte dell'avvento di regimi dispotici. La teoria del tirannicidio ha radici antiche, che risalgono al mondo antico, e sono state accolte nel diritto comune medioevale. Nel secolo scorso questa tesi si è riproposta in maniera quasi ovvia, a fronte dei totalitarismi di stampo nazista e fascista, che erano effettivamente caratterizzati da una forte personalizzazione del potere politico.&lt;br /&gt; Tuttavia, la relativa novità dell'antiberlusconismo consiste nel fatto che è impossibile fondare sull'esperienza della realtà l'idea per cui in Italia si sarebbe in presenza di un regime dispotico.&lt;br /&gt; In primo luogo perchè, nei fatti, i partiti di Berlusconi e dei suoi alleati negli ultimi sedici anni hanno vinto e perso più volte le elezioni generali, a dimostrazione del fatto che in Italia finora ha sempre continuato a sussistere un quadro democratico, e la possibilità di un ricambio di governo. Anzi, da un punto di vista politologico, si potrebbe facilmente riscontrare che questa possibilità di ricambio si è determinata proprio quando la “discesa in campo” di Berlusconi ha dato vita al bipolarismo e alla seconda repubblica.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma soprattutto, è innegabile che in Italia le garanzie costituzionali, la libertà di stampa e persino una notevole frammentazione del potere politico sono sempre rimasti fatti incontestabili, per lo meno finché si continua a ragionare sulla base della realtà.&lt;br /&gt; Per questo, l'antiberlusconismo inteso come rivolta morale ha potuto affermarsi solo grazie a una possente azione mediatica, che interessa in pieno la psicologia sociale e le sue euristiche.&lt;br /&gt; In Italia, infatti, a differenza di quanto continua a avvenire nelle altre democrazie occidentali, il dibattito politico non si basa quasi più sul confronto – oppure sullo scontro – di diverse interpretazioni della realtà. I media più influenti, al contrario, cercano di orientare l'opinione pubblica sulla base di vere e proprie &lt;i&gt;narrazioni fantastiche&lt;/i&gt;, che sostengono la grande narrazione di fondo dell'antiberlusconismo, e per tale scopo possono prescindere completamente dall'esperienza del reale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Fenomeni del genere si sono parimenti già riscontrati molte volte in altri sistemi politici, e anche in Italia. Finora però si era sempre trattato di casi specifici di distorsione della realtà per via mediatica, che per quanto potessero essere frequenti e abituali – si pensi soltanto alle trasmissioni di Michele Santoro – erano sempre relativi a fatti e situazioni delimitate.&lt;br /&gt; Possiamo citare ad esempio quanto avvenne al tempo del G8 di Genova, con l'uccisione di Carlo Giuliani. C'era una fotografia che rappresentava in modo icastico ciò che era effettivamente successo, e cioè una situazione di guerriglia urbana nella quale un rivoltoso, travisato in viso e dotato di armi improprie, è rimasto ucciso mentre stava prendendo parte a un deliberato assalto a una camionetta dei Carabinieri. Eppure, non solo in Italia, la narrazione di quel fatto che ha prevalso sui media di mezzo mondo ha completamente rovesciato la realtà fenomenica, trasformando l'assaltatore in una vittima inerme, e i militari nel braccio armato e brutale di un regime oppressivo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma questo, per l'appunto, è solo un singolo esempio, relativo a una situazione specifica. Piuttosto, ora dobbiamo interrogarci su come oggi l'eccezionalità italiana si sia sviluppata al punto che l'euristica antiberlusconiana è diventata il criterio di fondo secondo il quale la grande stampa presenta tutta la politica nazionale. Quest'ultima infatti ormai è raccontata prescindendo completamente dalla realtà, e tenendo presente solo la narrazione di riferimento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Un esempio emblematico di questo modo di procedere, e dei suoi metodi, può essere ritrovato nei cosiddetti “virgolettati di Repubblica”: è un'evenienza frequente, anzi ormai un classico del giornalismo politico italiano, che i quotidiani raccontino le novità della vita politica nazionale riportando una dietro l'altra le dichiarazioni di protagonisti e comprimari, e addirittura riproducano interi dialoghi sotto la forma del discorso diretto. E' un modo di fare informazione che sta alla base di quello che lo stesso Berlusconi ha più volte definito il “teatrino della politica”, e cioè di quel balletto di dichiarazioni e controdichiarazioni che di per se stesse lascerebbero il tempo che trovano, ma che alla lunga finiscono per condizionare tutto il dibattito.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Tuttavia, nei cosiddetti “virgolettati” del quotidiano &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;, i suddetti dialoghi tra personaggi politici sono completamente inventati, e soprattutto – cosa che più conta dal punto di vista della psicologia sociale – sarebbero anche facilmente riconoscibili come tali, da qualunque persona dotata di facoltà critiche minimali.&lt;br /&gt; Nessuno può seriamente pensare, infatti, che un giornalista possa avere assistito personalmente a conversazioni private tra Berlusconi e i suoi familiari, o tra lui e i ministri del suo governo, e nemmeno che possa avere raccolto indiscrezioni attendibili al riguardo.&lt;br /&gt; Ciò nonostante, questi dialoghi spesso vengono riportati sul quotidiano romano tra virgolette, e con una dovizia di particolari di fantasia che serve a renderli più verosimili. Tutto questo sullo spregiudicato presupposto che un'eventuale smentita degli interessati finirebbe soltanto per dare ulteriore eco a quanto pubblicato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Questo modo di procedere è reso possibile dall'euristica di cui sopra, in quanto il giornalista può contare su un pubblico che &lt;i&gt;non si attende di apprendere notizie&lt;/i&gt;, quanto di sentirsi raccontare quelle narrazioni che, corrispondendo alla teoria generale dell'antiberlusconismo, lo possono rassicurare nel suo pregiudizio.&lt;br /&gt; E' con questo criterio che, ad esempio, mesi fa si è stato possibile tenere a lungo inchiodata la vita politica nazionale sul sospetto che Berlusconi potesse essere un pedofilo (le famose “dieci domande” di Repubblica), nonostante che i riferimenti fattuali su cui costruire una simile narrazione fossero completamente inesistenti. Tanto che, in realtà – a voler guardare solo i fatti nudi e crudi – il premier si era limitato a presenziare a una festa di compleanno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Con procedimento analogo, di recente è apparso – sempre su &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; – un resoconto pieno di &lt;i&gt;pathos&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;su un preteso drammatico colloquio notturno tra Gianfranco Fini, la sua compagna e il di lei fratello, in ordine alla titolarità della famosa casa di Montecarlo. Anche qui, i discorsi diretti tra virgolette e i particolari di colore si sprecavano.&lt;br /&gt; Ma ovviamente, così come nel primo caso non sussisteva alcun ancoramento fattuale che potesse far veramente ritenere che Berlusconi fosse il seduttore della giovane Noemi, nel secondo caso era impossibile che si trattasse del resoconto di un colloquio realmente avvenuto, a meno di credere che i giornalisti di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt; tengano abitualmente sotto controllo telefonico e ambientale le residenze private del Presidente della Camera. Oltretutto, nei fatti era a dir poco incredibile che quest'ultimo potesse aver chiesto chiarimenti al cognato sulla casa di Montecarlo solo nel corso della serata precedente, visto che la vicenda era iniziata più di due mesi prima.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Da un punto di vista di psicologia sociale, dunque, la finalità delle suddette narrazioni era esclusivamente quella di presentare al lettore un Berlusconi decadente e immorale, ovvero un Gianfranco Fini sorpreso nella sua buona fede, e vittima delle manovre della stampa “cattiva”. Tutto questo prescindendo completamente dalla realtà, grazie all'uso spregiudicato del procedimento euristico, secondo cui il lettore è emotivamente portato a credere non tanto a quel che appare verosimile, quanto a ciò che è in consonanza con i suoi criteri abituali di interpretazione della politica, e quindi con l'antiberlusconismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Sulla base di questo metodo, da qualche tempo si è pure verificato il fenomeno editoriale del &lt;i&gt;Fatto Quotidiano&lt;/i&gt;, e cioè di un giornale che – a dispetto del suo nome – sta ottenendo un notevole successo di vendite proprio in quanto ha deciso di rinunciare completamente a riportare notizie, e di puntare tutto su narrazioni antiberlusconiane, ripetute ossessivamente tutti i giorni e lungo tutte le pagine.&lt;br /&gt; In questo quotidiano, il noto criterio anglosassone dei “fatti separati dalle opinioni” è stato originalmente reinterpretato, nel senso che si prescinde completamente dai fatti, e si costruiscono le notizie a tavolino sulla base della consonanza emotiva che esse riescono a ingenerare nei lettori, sfruttando il loro pregiudizio antiberlusconiano.&lt;br /&gt; A ben vedere, non si tratta soltanto di un pubblico abitualmente ideologizzato, come ad esempio può essere quello dei lettori del &lt;i&gt;Manifesto&lt;/i&gt;, e nemmeno di persone limitate sul piano culturale, come in genere accade per i frequentatori dei &lt;i&gt;tabloid&lt;/i&gt; scandalistici britannici.&lt;br /&gt; Tra gli oltre 70 mila lettori che hanno determinato il successo di tiratura del &lt;i&gt;Fatto Quotidiano&lt;/i&gt;, anche se non vi è di certo la nicchia di cittadini fortemente acculturati che costituisce il pubblico di riferimento di altri quotidiani, comunque si trovano perlopiù esponenti di quello che una volta si chiamava ceto medio: soggetti abbastanza ben inseriti nella società, che normalmente non si sarebbero mai detti intellettualmente disponibili verso il fanatismo e l'estremismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Proprio per questo motivo è importante analizzare la situazione da un punto di vista psicologico. Il metodo antiberlusconiano si è talmente radicato che, qualora sia proprio impossibile nascondere alla pubblica opinione notizie non coerenti con la sua euristica, si possono verificare nei lettori di riferimento di questi quotidiani veri e propri disturbi cognitivi.&lt;br /&gt; Ne sono un esempio i commenti di numerosi frequentatori della rete, rispetto agli attentati che di recente hanno interessato sia lo stesso Berlusconi che il giornalista Maurizio Belpietro. In entrambi i casi, vari &lt;i&gt;blogger&lt;/i&gt; e commentatori hanno immediatamente avanzato l'ipotesi che si potesse trattare di montature, di finti attentati organizzati ad arte dall'&lt;i&gt;entourage&lt;/i&gt; di Berlusconi, se non proprio dai soliti servizi segreti deviati, che non a caso sono stati invocati anche dai finiani per stornare l'attenzione dalla campagna giornalistica avviata contro il loro &lt;i&gt;leader&lt;/i&gt; per la casa di Montecarlo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ovviamente, in entrambi questi ultimi casi non c'è nessun motivo logico per ritenere che i fatti possano essere diversi da come appaiono, e anzi la fredda osservazione della realtà porterebbe facilmente a conclusioni opposte.&lt;br /&gt; Anche qui, tuttavia, è entrata in gioco l'euristica dell'antiberlusconismo, e si è prodotto sui lettori dei predetti quotidiani il tipico effetto della dissonanza cognitiva di Festinger: poiché si tratta di soggetti che hanno effettuato un forte investimento emotivo sul proprio pregiudizio morale, secondo cui la demarcazione che intercorre tra il campo dei berlusconiani e quello degli antiberlusconiani è semplicemente quella tra il male e il bene, essi tendono ad accogliere – e addirittura a creare dal nulla – qualsiasi spiegazione che possa eliminare la dissonanza rispetto a questo schema.&lt;br /&gt; In realtà i fatti, se accolti nella loro cruda materialità, avrebbero potuto indurre questi soggetti ad ammettere che anche nel campo degli antiberlusconiani esistono persone ottuse, violente e socialmente impresentabili. Dunque, per evitare questa conseguenza sgradita, essi hanno evocato dal nulla la tesi del complotto, che pur essendo priva di fondamento fattuale era idonea a ristabilire la consonanza ideale e emotiva tra le loro convinzioni di fondo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Il procedimento della dissonanza cognitiva produce i suoi effetti anche in senso inverso, e cioè influenza in senso negativo la credibilità della stampa vicina al centro-destra: per tornare a un esempio di attualità, si può infatti rilevare che – al contrario di quello che era avvenuto con altre “inchieste” che prescindevano completamente dai fatti, come quelle relative alle amanti minorenni di Silvio Berlusconi – l'inchiesta giornalistica sulla casa di Montecarlo che sarebbe stata acquistata sotto prezzo dal cognato di Gianfranco Fini, da un punto di vista fattuale non ha mai sbagliato un colpo.&lt;br /&gt; Tuttavia, le esigenze emotive del pubblico hanno reso possibile che la prima inchiesta venisse presentata dal coro dei media come una coraggiosa denuncia dello squallore morale del premier, e la seconda invece sia stata stigmatizzata come una montatura orchestrata dai “servi” del medesimo per screditare l'ex alleato.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Fenomeni di dissonanza cognitiva, del resto, si erano già prodotti ai tempi dell'attentato alle Torri Gemelle di New York, con il fiorire in rete delle varie teorie complottiste. Lo stesso era avvenuto in Italia, all'inizio degli anni '70, quando la stampa ha iniziato a presentare le nascenti Brigate Rosse come agenti della Cia, o comunque come fascisti prezzolati, onde non dover ammettere che dalle ideologie di sinistra stessero sorgendo comportamenti sociali radicalmente inaccettabili.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Difficile dire se il riproporsi di queste dinamiche, nel mondo dell'informazione e della politica italiana, potrà davvero portare a un ritorno degli anni di piombo.&lt;br /&gt; Tuttavia, quello che a noi interessava era mettere in luce le dinamiche psicologiche dell'antiberlusconismo, e i disturbi cognitivi che esso induce anche su persone apparentemente “normali” e socialmente inserite.&lt;br /&gt; Da qui infatti bisogna partire anche per un'analisi politica della situazione, in quanto l'uso spregiudicato che i giornali-partito stanno facendo delle suddette dinamiche, rischia di influenzare la vita politica italiana ancora per molti anni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot;&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://diariodiunavvocatodicampagna.blogspot.com/2010/10/psicopatologia-dellantiberlusconismo.html&quot;&gt;http://diariodiunavvocatodicampagna.blogspot.com/2010/10/psicopatologia-dellantiberlusconismo.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2009/06/11/l-armenia-ancora-sconta-l-aver-vissuto-sotto-il-comunismo.html</guid>
<title>L'Armenia ancora sconta l'aver vissuto sotto il comunismo.</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2009/06/11/l-armenia-ancora-sconta-l-aver-vissuto-sotto-il-comunismo.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:54:00 +0200</pubDate>
<description>
&lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: center; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: center; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La difficile rinascita armena frenata dai retaggi comunisti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ashot ha trent’anni. Magro, il viso affilato, uno sguardo vivace.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E una gran voglia di comunica­re ai suoi compagni di avventura emozioni, ricordi, visioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Insegna alla Scuola d’arte per bambini, e lì lo incontriamo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I piccoli sono appena usciti dal laboratorio dove imparano la difficile arte della tessitura, ma ancora se ne avverte la presenza. Alle pareti sono appesi i loro lavori: quei ragazzini hanno talento, molti di loro con un po’ di fortuna e di soldi finiranno a Mosca, all’Accademia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ashot è orgoglioso di loro, della scuola e soprattutto della terra in cui vive. Siamo a Sisian, cittadina del Syunik, una delle regioni della Repubblica di Armenia, 200 chilometri a sud della capitale Erevan.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Li vicino passa la strada che porta verso il Nagomo-Karabak, lungo la rotta dei vecchi bisonti della strada che vanno e vengono dalla frontiera meridionale della piccola «isola della montagna», come viene chiamata L’Armenia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una frontiera preziosa, il confine con l’Iran, perché l’unica transitabile con camion e auto, grazie a una politica intelligente del governo di Teheran che guarda con favore alle relazioni bilaterali con gli armeni. Da qui si entra nel territorio del Nagomo-Karabak, un complesso di valli e foreste cosi caro agli armeni da averlo eletto a simbolo di un’intera lotta millenaria, quella del loro antico popolo contro gli scomodi e ostili vicini, i turchi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;In realtà quel pezzo di terra che offre solo pascoli e frutteti era fino a pochi anni fa territorio di un’altra terra ex sovietica, l’Azerbaigian.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nel 1988, alla vigilia del tracollo dell’impero moscovita, Gorbaciov disse: «Signori, liberi tutti», che corrispondeva poi a una sorta di «si salvi chi può». Da queste parti gli azeri, anziché unire la rare forze con i vicini, decisero che la loro fede, musulmana, non prevedeva la tolleranza con gli armeni che in maggioranza, dai tempi dei tempi, abitavano il Nagomo. Nel 1992, un arino dopo la proclamazione della Repubblica di Armenia, la prima a dire addio all’Urss, gli azeri nella loro capitale sul Mar Nero, Baku, fecero una strage di armeni. I confratelli di Erevan, cristiani della Chiesa di Armenia, sotto il segno della Croce e con la benedizione del loro pope, decisero che ne avevano abbastanza di persecuzioni, di genocidi, di deportazioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chiamarono gli azeri con il nome dei nemici di sempre, turchi, e armati di fucili Kalash­nikov arrugginiti e di una straordinaria passione le suonarono di santa ragione agli azeri, occupando il Nagomo-Karabak e prendendosi pure un po’ di terra azera. Ashot dunque. Il pittore, il poeta.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un uomo dal cuore grande come una casa. Povero, come si può esserlo da queste parti, in un modo che può far male.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma generoso al punto da offrire pranzo e cena a cinque persone, da dedicare loro un’intera, indimenticabile giornata. Con l’unico rimborso spese della qui preziosissima benzina.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Visitiamo la chiesa bizantina di Sisian, gioiello fra i tanti, una delle oltre 5.000 disseminate su un territorio poco più grande della Lombardia, e lì un vecchio ci mostra un prezioso breviario del 1600 stampato a Venezia. Usciti dalla chiesa, Ashot ci presenta un suo amico, lui pure uno dei primi 480 volontari che nel ‘92 dopo aver baciato la Croce e promesso al popolo la libertà, decisero di partire per la conquista del Nagomo, verso Shushi e Stepanakert.Montiamo su una jeep russa, lei pure reduce, e Ashot e il suo compagno ci conducono per una impervia strada di montagna.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un paesaggio lunare, la scenografia ideale per l’atterraggio di un’astronave di umani alla scoperta di nuovi mondi nell’Universo. Arriviamo a oltre tremila metri, il respiro si fa corto, fa freddo. Ci fermiamo. Davanti a noi, sulla larga spianata di quello che milioni d’anni fa era un vulcano, migliaia di pietre nere sputate fuori dal ventre della terra e lasciate lì, al vento, al sole, all’acqua e alla neve. Ashot ci mostra qualcosa di straordinario: molte di quelle pietre portano incisioni fatte ottomila anni fa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un mondo magico di uomini, donne, bambini stilizzati, cervi, tartarughe, cammelli, forme strane che fanno venire in mente astronavi, dischi volanti. Suoni, odori, colori di questo incanto che si chiama Ughtasar ti fanno credere che qui atterrarono alieni che si divertirono a mettere nero su bianco la cronaca delle loro scoperte. Gli scienziati studiano e dibattono: luogo sacro di una popolazione primitiva all’origine della nostra storia di uomini, luogo di passaggio di carovane, o cos’altro?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Resta l’impatto emotivo di rara forza di fronte al. dialogo muto che si intesse tra quegli esseri di ottomila anni fa e noi, qui, oggi, con le nostre macchine fotografiche che scattano e la telecamera che cerca di non perdere un’immagine. Fino a quando l’occhio non si posa su altre pietre incise, sempre da mano umana.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 10.2pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Caratteri cirillici, russi, fatti da mano azera durante il conflitto: insulti verso gli armeni, promesse pietrificate di imminenti stragi, il segno più tangibile, qui, a tremila metri, che non sempre il percorso di civiltà dell’Uomo ha fatto passi in avanti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Parliamo con l’aiuto della nostra interprete, Marina, 28 anni, laureata in informatica, lei pure emozionata perché mai aveva messo piede in questi luoghi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se qualche pezzo di pane cade, qualche fettina di salame finisce a terra, non li si raccoglie.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;In Armenia è tradizione non fare questo che a noi pare un gesto di civismo: il mondo non è solo degli uomini, ma anche degli animali, che dopo il nostro passaggio potranno banchettare in nostro onore. Il trascorrere del tempo è segnato dalla luce che ora diventa più tenue, dai lunghi coni d’ombra che proiettano le cime dei monti circostanti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ashot ha fatto la guerra. Ha visto morire i suoi amici. Giovani di 17 e 20 anni che ora riposano nel piccolo cimitero a fianco della chiesa bizantina di Sisian.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Tra questi volti di ragazzi quello di Bird, l’uccello, così soprannominato dai suoi commilitoni. Un barbone lungo e crespo a incorniciare il volto di un uomo che sembra un guerrigliero di Garibaldi. Nato nel 1954, morto nel 1998, colpito da un cecchino azero durante un pattugliamento. Stepanakert è la capitale della Repubblica indipendente del Nagomo-Karabak.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nel piccolo corridoio di territorio che collega I’Armenia al Nagomo c’è il posto di confine, con la bandiera armena e quella della nuova Repubblica. I poliziotti controllano sui passaporti il visto, ma si tratta di una finzione, come se qui davvero esistesse una Repubblica indipen­dente. In realtà il Nagomo-Karabak è un ex territorio della Repubblica dell’Azerbaigian, fino al 1992 occupato da una maggioranza schiacciante di armeni, circa il 95 per cento.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Questa anomalia geopolitica era il frutto della sapiente regia del georgiano Stalin, che fin dagli anni Venti capì che l’unico modo di tenere a bada le varie etnie dell’impero nascente era quello di frazionare i popoli. Territorio armeno regalato ai musulmani azeri. Un pasticcio che resse fino al 1992, quando, appunto, gli armeni reagirono al massacro di Baku.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nessun trattato di pace, nessun tavolo negoziale ha portato a disegnare i nuovi confini. I presidenti armeno e azero si parlano più che altro perché costretti da Clinton e Putin, entrambi interessati a un equilibrio in una zona delicata come questa transcaucasica, da secoli terra di tensioni tra il mondo europeo e quello asiatico. Gli armeni sono europei a un tiro di schioppo dall’Iran, circondati in gran parte del territorio dai loro nemici storici: la Turchia, che non riconosce il genocidio degli armeni compiuto nel 1915, quando milioni di uomini, donne e bambini furono massacrati o deportati dalle città e dai villaggi turchi, moltissimi costretti ad andare raminghi per il mondo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Figli di una diaspora che conta circa quattro milioni di armeni, la maggior parte dei quali negli Stati Uniti. E perfino loro, nonostante una lobby che poco ha da invidiare per intelligenze e ricchezza a quella ebraica, non sono riusciti a convincere la Casa Bianca e il Senato americano a votare una risoluzione che riconosca finalmente il dato storico ineludibile del genocidio del 1915 da parte dei turchi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E l’Europa? Qualche passo avanti nei singoli Stati, Italia compresa, dove anche la Lombardia ha firmato un documento in tal senso, ma troppo forti sono gli interessi economici e strategici della Turchia per spingere gli europei a fare la voce grossa con il governo di Ankara Non solo: assistiamo al paradosso di due Paesi, Turchia e Armenia, che chiedono di entrare nell’Unione europea avendo tra loro frontiere chiuse e nessun tipo di relazione diplomatica.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;C’è poi il confine nord con la Georgia di Shevardnadze. Un confine di fatto gestito dal­la mafia, che fa pagare il pizzo ad ogni tipo di merce e che controlla il prezioso oleodotto che rifornisce l’Armenia. Georgia dunque a nord, Turchia a ovest con inglobata nella Repubblica di Ankara la montagna sacra per gli armeni, L’Ararat, ulteriore quotidiano affronto per chi da Erevan, la capitale armena, vede la cima del monte da cui Noé lanciò la colomba dopo il diluvio universale.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un luogo sul quale da tanto tempo nessun armeno può mettere piede. E a est c’è l’Azerbaigian, con un confine caldissimo dove ancor oggi si sentono gli spari dei cecchini o delle guardie armene che cacciano gli azeri che vengono per razziare il bestiame nei pascoli.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’Italia può fare molto. Il 13 settembre si è insediato – per la prima volta nella storia dell’Ar­menia - un ambasciatore italiano, Paolo Andrea Trabalza. Viene da Bruxelles, è figlio d’arte, suo padre aprì l’ambasciata d’Italia a Pechino. Trova un terreno già arato da un italiano del quale si deve essere fieri, Antonio Montalto. Quarantenne, arrivò in Armenia dopo lo spaventoso terremoto del 7 dicembre 1988, che rase al suolo intere città e villaggi, tra cui Spitak e Gjunuy, nel nord-ovest del Paese. I morti furono migliaia. Arrivò con gli alpini e i volontari italiani, che qui fecero un lavoro straordinario ancor oggi visibile soprattutto a Spitak dove la bandiera italiana e quella armena segnano un’amicizia vera.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Girando questa terra, Hayastan, come si chiama l’Armenia nella lingua del posto, ti accorgi che il comunismo è come la vodka. Ha distrutto nel corso di settant’anni le coscienze degli uomini. Giovani dallo sguardo vuoto, senza speranza, incapaci di arare la terra e seminare, di organizzare il pascolo, di dare una mano alle donne, qui spesso maltrattate e abbandonate.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Giovani che puntano a ricchezze facili con il gioco e l’azzardo di una mafia ancora piccola ma foraggiata da nord. Sono questi ultimi a prendere pian piano le leve del potere, con una classe politica che ha tradito le speranze del ‘91 e quelle della guerra del ‘92, divisa da camarille tribali, in balia del più forte. Girare per i villaggi poveri o per la capitale a volte fa rabbia: perché non si ribellano? Perché gli intellettuali, i laureati che sanno di Internet non si scuotono?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.05pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Per questo è importante il ruolo degli italiani, degli imprenditori che qui combattono ogni giorno. Come nel caso del molino di Sevan -splendido lago a un’ora d’auto da Erevan - ricostruito e ora fatto funzionare dalla Grandi Molini, industria veneta presente in molti Paesi dell’Est. Nicola Biasin, giovane direttore esecutivo supportato da un team di tecnici italiani in gamba, vive lì ormai da anni. La Renco di Rinaldo Gasparini, costruttore pesarese di impianti petroliferi, ha ristrutturato l’Hotel Erevan, nel cuore della capitale, con parametri occidentali di alto livello.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Italiani brava gente, dunque.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Che ben si sposano con il cuore degli armeni, così generoso, così disponibile. Come quella vecchia di Goshavank, antico monastero arroccato sul monte dove mille anni fa studiavano le migliori intelligenze.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dopo averci raccontato con passione la storia di questo luogo sacro, violato nel corso dei secoli dai Tartari prima e dai comunisti poi, che al posto dei manoscritti stiparono animali e vettovaglie, dopo averci detto che da sette mesi non prendeva lo stipendio dallo Stato, è corsa nella sua modesta casa di legno umido e lamiere arrugginite per presentarci la sua fami­glia e regalarci un’altra straordinaria emozione: le posate «belle» tirate fuori per noi, le mele raccolte dal suo albero, pane e formaggio fatti da lei.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ma soprattutto l’indimenticabile sorriso della nipotina Marian, 9 anni, nei cui occhi è riflesso l’arcobaleno di questa magica terra.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 3px 12px 2px; text-indent: 0px; line-height: 150%; text-align: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 9.35pt; mso-layout-grid-align: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Di Andrea Pamparana, di ritorno dall'Armenia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2009/04/23/elezioni-europee-2009-il-manifesto-non-ufficiale.html</guid>
<title>Elezioni europee 2009: il manifesto non ufficiale</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2009/04/23/elezioni-europee-2009-il-manifesto-non-ufficiale.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 15:28:00 +0200</pubDate>
<description>
&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;.&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://alleanza-italiana.myblog.it/media/00/00/664826578.jpg&quot;&gt;&lt;img name=&quot;media-726721&quot; src=&quot;http://alleanza-italiana.myblog.it/media/00/00/751934779.jpg&quot; alt=&quot;elezioni_europee_2009.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; id=&quot;media-726721&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/24/dedicato-ai-vermi-che-speculano-sulla-morte-del-ragazzo-nell.html</guid>
<title>Dedicato ai lamellibranchi che speculano sulla morte del ragazzo nella scuola.</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/24/dedicato-ai-vermi-che-speculano-sulla-morte-del-ragazzo-nell.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 19:39:00 +0100</pubDate>
<description>
&lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#333300&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Alcuni lamellibranchi giungono perfino ad addebitare la colpa a improbabili tagli del governo in carica&amp;nbsp;contenuti nella finanziaria 2008.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Omettendo che&amp;nbsp;la finanziaria 2008 entrerà in vigore solo nel 2009.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#333300&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;In realtà la comunicazione al Ministero dell'Istruzione dello stato di pericolo di un'edifico scolastico spetta al Preside, che avvisa la Regione, che comunica al Ministero.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Si è comunque trattato di un evento non prevedibile, &lt;strong&gt;nemmeno dal preside&lt;/strong&gt;. Si è staccato un tubo dell'acqua in ghisa che era sopra il controsoffitto ( quindi non visibile né dall'interno della classe né dall'esterno&amp;nbsp;) che, cadendo, ha portato giu' con se il controsoffitto stesso.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;A mio giudizio verrà indagato il titolare della ditta che ha eseguito i lavori.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#333300&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;justify&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;E che i vermi tornino sottoterra.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;center&quot; class=&quot;commentbody&quot;&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#CCFFCC&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le Notizie di oggi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;div align=&quot;center&quot;&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Il rischio di razzismo, di un totalitarismo illiberale intollerante e fascistoide, è oggi elevatissimo e reale.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=18d002a9c7e68ab8&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#00FFFF&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=18d002a9c7e68ab8&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Dall'antisemitismo di Hitler all'anticristianesimo.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=304102893ea1cd7e&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#00FFFF&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=304102893ea1cd7e&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Le vere ragioni dell'anticlericalismo&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=38f102a8df6cd5ae&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#33CCCC&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=38f102a8df6cd5ae&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF0000&quot;&gt;Gli islamici non ci rimproverano di non essere religiosi, ma di non esserlo abbastanza.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=306100a8db83b8a5&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#33CCCC&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=306100a8db83b8a5&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;center&quot;&gt;.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt; 
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/24/gli-islamici-non-ci-rimproverano-di-non-essere-religiosi-ma.html</guid>
<title>Gli islamici non ci rimproverano di non essere religiosi, ma di non esserlo abbastanza.</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/24/gli-islamici-non-ci-rimproverano-di-non-essere-religiosi-ma.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 10:47:00 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#000000&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;I simboli cristiani sono nuovamente sotto attacco: dall'Italia di sinistra e laicista&amp;nbsp;al magistrato spagnolo&amp;nbsp;che decide di togliere il crocifisso da un'aula.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;E' una cosa drammatica la negazione delle proprie radici attraverso la negazione dei simboli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;E' una cosa drammatica &lt;strong&gt;la negazione dei nostri valori comuni&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;libertà, uguaglianza, fraternità&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;valori propri del Cristianesimo e solo dopo dell'occidente&lt;/strong&gt;, espressi dal piu' grande rivoluzionario della storia, Gesù, &lt;strong&gt;attraverso la negazione dei simboli.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;Tahoma&quot;&gt;In fondo cos'è il medioriente, se non il frutto della sua religione ?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Gli islamici infatti non ci rimproverano di non essere religiosi, ma di non esserlo abbastanza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;Tahoma&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;Tahoma&quot;&gt;Vi consigliamo un libro sull'argomento che non dovrebbe mancare in ogni casa italiana: un libro piccolo (nelle dimensioni e nel costo), ma&amp;nbsp;un gigante&amp;nbsp;nel contenuto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788804544746/pera-marcello/senza-radici-europa.html&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;http://www.ibs.it/code/9788804544746/pera-marcello/senza-radici-europa.html&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;Tahoma&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#CCFFCC&quot;&gt;&lt;strong&gt;Le Notizie di oggi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;div align=&quot;center&quot;&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Il rischio di razzismo, di un totalitarismo illiberale intollerante e fascistoide, è oggi elevatissimo e reale.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=18d002a9c7e68ab8&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#00FFFF&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=18d002a9c7e68ab8&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Dall'antisemitismo di Hitler all'anticristianesimo.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=304102893ea1cd7e&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#00FFFF&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=304102893ea1cd7e&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF00FF&quot;&gt;Le vere ragioni dell'anticlericalismo&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=38f102a8df6cd5ae&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#33CCCC&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=38f102a8df6cd5ae&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#FF0000&quot;&gt;Gli islamici non ci rimproverano di non essere religiosi, ma di non esserlo abbastanza.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=306100a8db83b8a5&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#33CCCC&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=306100a8db83b8a5&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align=&quot;center&quot;&gt;.&lt;/div&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
</description>
</item>
<item>
<guid isPermaLink="true">http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/20/la-tolleranza-e-una-virtu-debole-una-virtu-passiva.html</guid>
<title>La Tolleranza è una virtù debole, una virtù passiva.</title>
<link>http://alleanza-italiana.myblog.it/archive/2008/11/20/la-tolleranza-e-una-virtu-debole-una-virtu-passiva.html</link>
<author>noreply@myblog.it (antikom)</author>
<category>Politica</category>
<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:32:00 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; color=&quot;#000000&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;.&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Storicamente e culturalmente, noi discendiamo da tre colline: il Sinai, il Golgota, l'Acropoli. E siamo cittadini di&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;tre capitali: Atene, Gerusalemme, Roma. Dopo, sono successe tante cose, abbiamo imparato tante lezioni, ci siamo&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;mescolati con tanta gente, ora con violenza ora pacificamente. Il risultato di questa mescolanza - di questo&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&quot;meticciato&quot;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;è che non possiamo, per nostra fortuna, rivendicare alcuna purezza. Ma la domanda non riguarda la purezza.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;La domanda che ci dobbiamo porre è:&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;a questa mescolanza e impurezza di cui storicamente e culturalmente&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;siamo fatti dobbiamo far corrispondere anche un'identità indistinta, generica, debole, vaga, cioè, alla fine una&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;non identità?&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Oppure possiamo e dobbiamo ancora attribuirci un'identità ben definita, cioè la nostra, cioè, torno a&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;dirlo, l'identità giudaico-cristiana? Per me, la risposta non ha dubbi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Abbiamo visto come vanno le cose in Europa quando questa identità viene negata o negletta. Esiste un clima laicista&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;che cerca persino di nascondere ciò che siamo e siamo stati. Molti fenomeni e atti politici lo provano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Lo prova il mancato riferimento alle nostre radici nel Preambolo della Costituzione europea.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Lo prova il &quot;caso Buttiglione&quot;, un candidato ad una carica europea bocciato perché professa sentimenti cristiani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Lo prova il divieto di indossare il velo nelle scuole imposto alle ragazze musulmane.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Lo provano le discussioni circa la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Lo provano le leggi sul matrimonio omosessuale, sulla clonazione, sulle sperimentazioni sugli embrioni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Da ultimo, lo provano le risposte sbagliate in fatto di politica dell'integrazione degli immigrati. Pensiamoci sopra&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;un attimo su queste politiche, perché anch'esse riguardano la nostra identità.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Una politica europea dell'integrazione è stata quella del&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;multiculturalismo&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;. Praticata soprattutto in Inghilterra,&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;questa politica ha inteso integrare rispettando le comunità e consentendo che tutte vivessero secondo i loro costumi&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;e stili di vita, senza interferenza dello Stato. Il risultato sono state tensioni sociali, ghetti, scuole in cui si&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;educano i ragazzi ad una cultura diversa e spesso ostile a quella del paese ospitante, come nel caso della scuola&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;di Via Quaranta giustamente chiusa dal ministro Moratti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Alla fine, questo multiculturalismo non ci ha salvato&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;neppure dalla nascita di terroristi di seconda generazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Un'altra politica europea dell'integrazione è stata quella del&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;laicismo nazionalista&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;. Praticata soprattutto in Francia,&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;essa ha generato pressoché gli stessi risultati, come provano gli incendi nelle banlieues, o le stesse parole del&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Presidente Chirac che, con toni gravi e preoccupati, non ha esitato a parlare di una «crisi di identità».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Tutte queste politiche sono sbagliate per un malinteso senso della&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;tolleranza&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;. Sembra un bel parlare, quello della&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;tolleranza, e invece è una trappola. La tolleranza è una virtù debole, è una virtù&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;passiva&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;. Si confonde con l'indifferenza,&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;la sopportazione, l'accondiscendenza, l'insensibilità. Si tollerano gli sciocchi, i molesti, gli inferiori. Non si&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;tollerano quelli che si considerano uguali. Con gli uguali si usa un'altra virtù, che è ben più importante e ben più&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;impegnativa della tolleranza. Si usa il&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;rispetto&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;A differenza della tolleranza, il rispetto è la virtù dei forti ed è una virtù&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;attiva&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;, perché obbliga a mettere l'altro al&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;nostro stesso livello. Del resto, se davvero ci ispirassimo alla tolleranza, perché non tollerare i predicatori d'odio?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Perché non tollerare le madrasse in cui si parla arabo, si insegna&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;solo cultura araba, si semina risentimento? Perché non tollerare che sia tolto il crocefisso dalle scuole? Queste&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;cose non solo non le tolleriamo, talvolta le consideriamo addirittura reati.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Perché? Perché non possiamo scendere&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;a patti con chi non rispetta la nostra identità. Oltre che attiva, il rispetto è una virtù&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;reciproca&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Ecco allora quale deve essere la nostra politica dell'integrazione: è la politica dell'insegnamento dei nostri princìpi&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;e valori fondamentali, della nostra tradizione, della nostra identità collettiva, nella quale, con il solo vincolo del&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;rispetto reciproco,&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;tutti&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;possono trovare cittadinanza.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Ed ecco perché dobbiamo essere liberali e contemporaneamente conservatori o tradizionalisti. Liberali perché amiamo&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;le libertà, per noi e per gli altri. Tradizionalisti e conservatori perché vogliamo conservare e rispettare la&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;nostra identità, senza la quale quelle libertà non hanno senso e prospettiva.&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Non&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;perché non dobbiamo fare le riforme:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;essendo liberali, alcune le abbiamo fatte e dobbiamo farne ancora.&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Non&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;perché ci chiudiamo al futuro: essendo&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;liberali, affrontiamo la modernità.&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Non&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;perché vogliamo salvaguardare privilegi e interessi corporativi: essendo&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;liberali, vogliamo e dobbiamo anzi abbatterli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;No&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;, liberali conservatori perché dobbiamo liberalizzare la nostra società e conservare i nostri costumi, la nostra&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;cultura, i nostri valori, la nostra tradizione.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Insomma, liberali perché vogliamo la società libera, e conservatori&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;perché vogliamo custodire la casa dei nostri padri e trasmetterla più vivibile ai nostri figli.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;C'è qualcuno che non la pensa così? Che non condivida queste idee? O che abbia paura a dirle e si&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;lasci intimorire se le dice? Oppure che ritenga che queste idee, con le politiche che ne conseguono, non interessino&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;alla gente? Io credo che non ci sia nessuno, e che tutti abbiamo gli stessi sentimenti. Appunto, come dite voi,&lt;/font&gt; &lt;font size=&quot;4&quot; face=&quot;tahoma,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&quot;i nostri valori, le nostre ragioni&quot;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;Tratto dal discorso &quot;I nostri valori, le nostre ragioni&quot; del &lt;b&gt;&lt;font size=&quot;1&quot; face=&quot;Verdana&quot;&gt;Sen. Marcello Pera&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; 
</description>
</item>
</channel>
</rss>
